Quando si parla di Internet ed in particolare di eCommerce i riflettori sono sempre puntati sul “traffico”, ovvero sul come portare gli utenti sul sito, dimenticandosi spesso che questi utenti poi devono diventare clienti, e questo passaggio non è affatto scontato. Anzi.

In questa intervista Roberto Fumarola,  consulente eCommerce per lo sviluppo di piattaforme per il commercio elettronico, usabilità, web marketing e User Experience, e  relatore di eCommerce2day, anticipa alcuni argomenti riguardanti l’obiettivo spesso più difficile da raggiungere: come ottimizzare le conversioni dello store.

Roberto terrà uno speech venerdì su Piattaforma e User Experience, mentre sabato si alternerà a Gianpaolo Lorusso e Luca Bove per offrire ai partecipanti una conoscenza ampia e approfondita su strategie di web marketing, ottimizzazione SEO ed acquisizione traffico con Google AdWords.

 

roberto-fumarola-intervista-eCommerce2day

Roberto, perché spesso l’attenzione di chi gestisce uno store non è focalizzata su questo obiettivo?

 

Penso che sia più semplice, in termini pratici, portare nuovo traffico che non lavorare di ottimizzazione, anche se, economicamente parlando, è più vantaggioso cercare di aumentare il numero di conversioni ed ottimizzare l’esperienza utente.

Il traffico è una leva che dipende banalmente dal budget, basta attivare delle campagne a pagamento, oppure investire sul posizionamento organico o aumentare le attività di email marketing, per ottenere maggior passaggio.

L’ottimizzazione delle conversioni, invece, è un’attività più analitica, bisogna passare in rassegna i dati, leggerli ed interpretarli. Capire cosa e come gli utenti cercano ed interagiscano sul sito. Quali sono le leve giuste da muovere per far si che poi acquistino.

 

Quali sono gli errori più evidenti che si possono commettere su un sito per perdere potenziali acquirenti?

 

La lista è lunga, ma posso individuare quelli che capitano più di frequente e fare una brevissima classifica:

1) Avere la ricerca del sito che non funziona e non restituisce risultati coerenti

2) Pubblicare delle schede prodotto con poche informazioni, non chiare e con pessime immagini

3)  Non evidenziare le spese di trasporto e farle “apparire” durante la fase di acquisto quando l’utente è già oltre il carrello

4) Strutturare le categorie in maniera errata, non secondo la logica del vostro utente finale

5) Mettere a disposizione procedura d’acquisto con form lunghe, passaggi poco chiari e senza rinforzi positivi

 

Anche in presenza di errori gli utenti, sui siti, possono acquistare, ma si tratta di una piccola percentuale e molti vanno via a mani vuote.

 

Quando si parla di ottimizzazione delle conversioni non si parla però solo di usabilità, è così?

 

L’usabilità è una delle specialità coinvolte nell’ottimizzazione, ma non è l’unica. Bisogna infatti pensare anche ad attività commerciali, di ascolto degli utenti e di organizzazione interna. Una delle leve di base, per esempio, è il recupero dei carrelli abbandonati, ma possiamo agire anche su promozioni, assortimento dei prodotti a catalogo, ascolto degli utenti tramite analisi delle comunicazioni e con le survey.

 

Bisogna capire cosa gli utenti vogliono e far si che possano trovarlo, contemporaneamente dobbiamo cercare di instaurare un rapporto con loro e mantenerlo.

 

Queste attività, prese tutte assieme, non sono semplici e vanno coordinate tutte assieme, ma i risultati che portano sono straordinari in termini di maggior numero di ordini generati.

 

Grazie Roberto, ti aspettiamo tutti all’eCommerce2day :)

Share