I dati definitivi resi noti dall’Istat sull’export enologico 2014 evidenziano un ulteriore progresso del valore e una tenuta dei volumi delle esportazioni italiane di vino nel mondo. Il 2015 sarà l’anno in cui la competitività del vino italiano diverrà la prima carta da giocare sui mercati internazionali, potendo fare leva sull’indebolimento dell’euro per riprendere alcuni punti sulla crescita in termini di export e certamente contare su EXPO 2015 che sarà un importante volano e una vetrina per la promozione e l’affermazione del vino Made in Italy nel mondo.

Domenico Zonin, Presidente Unione Italiana Vini, ha dichiarato che la sfida è consolidare le posizioni conquistate per rendere stabile il successo ottenuto sui mercati internazionali, continuando ovviamente a lavorare per la crescita; il mercato del vino è diventato ormai globale, aprendo le frontiere di tutti i Paesi del mondo.

La difficoltà è scegliere su quali mercati puntare. I mercati maturi continuano ad essere per noi italiani lo sbocco più importante in termini di volumi e valore, mentre quelli “nuovi” – penso al Sudest Asiatico, all’America del Sud e ad altre aree poco “battute” – aprono prospettive interessanti, anche se contenute in termini numerici. Una strategia equilibrata vuole, quindi, il giusto mix tra queste diversi areeobiettivo, calibrato sulle dimensioni e le strategie commerciali delle varie imprese.

 

Riccardo Ricci Curbastro, Presidente Federdop,  sempre riguardo al tema dell’export, ha sottolineato che i mercati sui quali concentrarsi sono sicuramente i mercati extra comunitari che sono cresciuti di più di quelli dell’area UE. Ma c’è bisogno ancora di lavorare molto sugli accordi bilaterali in essere con i principali Paesi terzi per ottenere l’abbattimento delle barriere di accesso al mercato, generate da politiche doganali molto restrittive.

Degli esempi: la Cina ha dazi pari al 20% del valore del prodotto, Iva sui consumi pari al 17% ed altre tasse di consumo che rendono difficile l’accesso al mercato malgrado il consumo di vino locale sia notevolmente aumentato (da 500.000 ettolitri a 4 milioni circa); l’India applica dei dazi pari al 150% impedendo di fatto la penetrazione da parte dei nostri produttori; anche il Giappone applica dei dazi pari al 20% cui si aggiungono altre barriere di carattere non tariffario.

riccardo-triolo

 

 

In questo scenario complesso opera anche Svinando.com, che si è gentilmente offerta di concederci un contributo raccontando la propria esperienza di vendita online. Il wine store, partito con la prima vendita il 18 febbraio 2013 ha registrato lo stesso giorno il sold out.Oggi conta più di 50.000 utenti, ed è recente la chiusura del loro secondo aumento di capitale, da 300.000€, a cui ha preso parte anche il Club degli Investitori, associazione di business angel piemontesi. Di recente hanno esordito nel mercato tedesco (www.svinando.de).

La loro strategia di vendita si basa sull’offerta di bottiglie d’eccellenza altrimenti difficilmente reperibili, selezionate una per una da un team di esperti, vendute un’etichetta alla volta con offerte lampo a prezzo promozionale riservate agli iscritti.  Gli enologi e sommelier di Svinando visitano senza sosta le migliori cantine d’Italia, ne degustano i vini, e selezionano quelli che li hanno colpiti di più. La selezione avviene in modo indipendente, senza considerare il giudizio di guide o “guru”.

 

Le etichette selezionate vengono proposte su Svinando una alla volta perché ognuna merita la totale attenzione degli utenti, e per eliminare il problema “moderno” dell’eccesso di stimoli a cui siamo sottoposti ogni giorno.

 

Si elimina l’imbarazzo della scelta, senza rinunciare all’assortimento: la breve durata delle offerte consente infatti un ricambio molto frequente.

Oltre che nel tempo le offerte sono limitate anche nella quantità di prodotto disponibile: questo perché Svinando non vuole sostituirsi alla filiera tradizionale del mercato vinicolo. Piuttosto Svinando ha lo scopo di permettere al neofita come all’appassionato di avere un accesso esclusivo a un’offerta di vini di primo livello, ai prezzi più vantaggiosi del web: posti limitati in prima classe per sorvolare l’Italia del vino dalla prospettiva migliore, ai prezzi della classe turistica :)

 

Riccardo, sei il CEO di Svinando: ce la presenti?

Svinando  (www.svinando.com  e  www.svinando.de)  è  il  wine  club  online  dove  trovare  a prezzi  esclusivi  (con  sconti  fino  al  50%)  bottiglie  di  pregio  altrimenti  difficilmente reperibili,  selezionate  una  per  una  da  un  team  di  esperti  del  mondo  vinicolo  e  consegnate a  domicilio.

Il progetto è nato nell’estate del 2012 tenendo conto di due considerazioni: la difficoltà nel conoscere la storia dietro ogni bottiglia di vino e il prezzo spesso troppo alto a causa dell’elevato numero di livelli di intermediazione.

 

Ed ora il Team: da chi  è composto?

Credo sia utile far conoscere ciascun membro del team con un breve cenno del suo percorso formativo e lavorativo. Il team è il vero punto di forza di Svinando, ed ognuno ha un ruolo specifico nel progetto, grazie alle competenze maturate nelle precedenti esperienze lavorative.

 

  • Riccardo Triolo: Dottore commercialista e revisore contabile, dopo un periodo triennale di consulenza alle PMI, ha fatto parte del management team di un fondo di investimento specializzato in venture capital. In seguito ha ricoperto la carica di responsabile finanziario in un’azienda partecipata da investitori istituzionali.

 

  • Sara Galvagna: Dopo un periodo biennale di revisione contabile, ha lavorato per tre anni come consulente aziendale partecipando a più di trenta operazioni di investimento e finanza straordinaria. Più recentemente, ha fatto parte del management team di un fondo di investimento specializzato in venture capital.

 

  • Lorenzo Triolo: Laurea in Economia Aziendale presso l’Università degli Studi di Torino. Master di primo livello in Comparative Law and Economics and Finance presso l’International University College di Torino. Laurea magistrale in Studi Giuridici Europei. Ha lavorato come junior controller per la controllata statunitense di un’azienda alimentare italiana.

 

  • Gianpiero Gerbi: Laurea in Scienze Viticole ed Enologiche presso l’Università di Torino. Ha iniziato il suo percorso professionale nel corso della vendemmia 2009. Da gennaio 2011, enologo presso uno studio di analisi e ricerca di Cuneo dove si occupa di impostazione di colture e supporto alla produzione e alla vinificazione per le PMI del settore enologico e di controllo qualità per i centri di produzione di aziende di grandi dimensioni. Docente presso i corsi dell’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino.

 

  • Umberto Bozzolini: Laurea in Comunicazione Multimediale e di Massa presso l’Università degli Studi di Torino. Ha lavorato come giornalista presso varie testate, e dal 2007 è iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti.

 

  • Roberto Lucignani: Freelance con più di 15 anni di esperienza nell’Information Technology. Dopo gli studi in Ingegneria Elettrica, ha svolto per dieci anni attività di consulting per uno dei più grossi gruppi assicurativi italiani (che compare nelle prime 50 posizioni della classifica Global Top Fortune 500).

 

  • Fabio Fiumara: Laurea Specialistica in Amministrazione e Controllo presso l’Università degli Studi di Torino.

 

Svinando_Team

 

Differenze nel modello di vendita in Italia e in Germania?

 

Il modello è lo stesso: bottiglie selezionate da un team di esperti tra le eccellenze vitivinicole italiane, privilegiando le piccole produzioni artigianali, e vendute una alla volta attraverso offerte promozionali a tempo riservate agli iscritti.

In Germania, rispetto all’Italia, cerchiamo di privilegiare le denominazioni più conosciute e i vini dal taglio un po’ più “internazionale”. Inoltre bisogna tenere conto che mentre gli italiani hanno conoscenze e gusti più evoluti in termini strettamente enogastronomici, i tedeschi sono molto più avanti per quanto riguarda l’approccio al commercio elettronico.

 

Solution tecnologica: che tipo di piattaforma utilizzate?

 

Utilizziamo una versione customizzata di Magento, in continua evoluzione, concepita con l’obiettivo di migliorare costantemente look and feel e user experience.

Ad esempio novità proprio di questi giorni è l’introduzione, accanto alle vendite flash (La Scoperta di Oggi), della vetrina fissa (SOS Vino), che offre anche la possibilità di acquistare confezioni mix e prevede la spedizione gratuita in 48h.

 

Il blog: in un settore come il vostro, quanto vi rende in termini di vendite? Siete riusciti a calcolarlo?

 

Curation e creazione di contenuti sono fondamentali non solo come leva di marketing, ma anche come strumento divulgativo utile a ricreare una sorta di “visita virtuale” a vigneti e cantine: è l’incanto del vino, la storia che ogni bottiglia porta con sé.

Per non rinunciare agli aspetti più “romantici” che il vino porta con sé ogni bottiglia è raccontata con approccio editoriale, attraverso una dettagliata scheda prodotto, il blog Svinando Magazine, e i principali social network (Facebook e Twitter), così da riprodurre una sorta di visita virtuale ai territori del vino e alle cantine, associando ad ogni bottiglia una storia, una faccia, un ricordo.

 

Sfide future?

 

Il nostro ultimo aumento di capitale ci ha permesso di accelerare notevolmente il processo di espansione all’estero, con l’ingresso nel mercato tedesco attraverso la piattaforma www.svinando.de. Sicuramente le due sfide future maggiori saranno continuare su questa strada per aprire la vendita in nuovi paesi, e contemporaneamente consolidare la posizione raggiunta in Italia.

 

 

Sito: https://www.svinando.com/

Numero dipendenti: 7

 

 

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