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L’avvento dell’eCommerce in Italia è avvenuto già da qualche anno e molte sono state le imprese che si sono avvicinate a questo nuovo mercato, altre ci stanno ancora pensando.
Ancora oggi, gli imprenditori all’oscuro di ogni rischio derivante, si rivolgono all’amico “programmatore” o a qualche web agency low-cost, con l’illusione di credere che realizzare il sito sia la parte più difficile o di essere i soli ad avere avuto una buona idea.

Falsi miti oramai smentiti dai maggiori esperti del settore e, nonostante le raccomandazioni, il modo di approcciare all’eCommerce da parte di alcuni imprenditori è rimasto lo stesso. Si vedono ancora trascurati quegli aspetti fondamentali, come la Logistica, il Marketing, la Customer Care, ecc. …strettamente necessari alla buona riuscita di un progetto di eCommerce.

Per di più, la congiuntura socio-economica non ha giocato a favore delle imprese, le quali stante le difficoltà del momento storico, hanno pensato “intelligentemente” di operare tagli soprattutto sull’attività di marketing, pensando di risparmiare e di non sapere di essere stati i maggiori azionisti della crisi.

Un fattore negativo che ha decisamente rallentato la crescita del commercio elettronico, lasciando lontana l’ipotesi da parte degli imprenditori emergenti di stare al passo con i big del proprio settore.

Da un’ottica più propositiva, assistiamo invece alla strategia osservativa di alcuni imprenditori più esigenti, che pongono domande agli esperti e pretendono risposte.

 

Come fanno alcuni e-shop ad ottenere cospicui fatturati pur non investendo grandi somme nella realizzazione del sito e nella gestione del catalogo?

 

Capita spesso di vedere il negozietto dietro l’angolo con 30 mq di superficie, vende online ed ha sempre il catalogo con decine di migliaia di articoli, un buon fatturato e un magazzino fisico composto da qualche prodotto in vetrina o addirittura in alcuni casi è completamente assente, ordini recapitati a domicilio del cliente in 24 ore con una logistica super efficiente.

 

Come sia possibile tutto ciò?

 

Non è utopia ma è semplicemente un modo diverso di intendere e vivere il commercio elettronico. Un cambiamento di stile e di approccio alle relazioni tra il mondo Business to Business (imprese, tecnologia e servizi) e Business to Consumer (mercato, marketing, customer care). Si tratta di un mercato sempre più orientato alla globalizzazione e ad una impetuosa evoluzione delle strategie, dei criteri e delle soluzioni tecnologiche per creare le rampe di lancio necessarie allo sviluppo del commercio elettronico.

 

Un rapido progresso dei modelli di business, dove la strategia di vendita in rete al consumatore finale (b2c), diventa vincente solo laddove si ha alle spalle un’attività di relazioni di Business to Business tra imprese di produzione, di vendita e di servizi, ben organizzata online, telematica e pronta a rispondere in maniera tempestiva alle esigenze del mercato finale.

 

Un successo dove ha contribuito fortemente l’avvento del “Dropshipment”, un sistema di vendita al dettaglio nella quale il dettagliante non dispone fisicamente dei prodotti, ma passa gli ordini dei clienti e i dettagli per le spedizioni al grossista, che si occupa di far recapitare la merce al domicilio del cliente.
Un modello abbastanza diffuso e chiacchierato sul web.

In questo contesto, possiamo affermare che i veri protagonisti della prima rampa di lancio dell’eCommerce sono i grossisti, imprese le cui capacità organizzative e finanziarie gli consentono di far fronte ad ingenti investimenti. Sono aziende da fatturati milionari se non miliardari che hanno il controllo diretto del mercato avendo le relazioni direttamente con i principali vendor di ogni settore merceologico.

Per il dealer si apre l’opportunità di sviluppare un’attività di eCommerce, partendo dalla scelta del partner B2B, elemento di valutazione basilare situato all’apice del processo aziendale, in grado di poter favorire la nascita di nuovi servizi a valore aggiunto e di supportare quelli tradizionali: dagli strumenti informatici ai sistemi di gestione finanziaria, dalla logistica alla gestione dell’assistenza pre e post-vendita, dal supporto marketing a quello promozionale.

 

Da un punto di vista puramente percettivo, per il dealer appartenere a catene distributive assume un ruolo più significativo e per il consumatore finale viene percepito come un elemento psicologicamente rassicurante per la conclusione di un acquisto on-line.

 

L’approccio imprenditoriale fa assumere un ruolo al dealer (B2C) più dedito ad occuparsi della vendita, del marketing e della customer satisfaction, lasciando quindi il compito al grossista (B2B) di occuparsi di tutti i servizi: dagli aspetti tecnologici derivanti dall’integrazione con la piattaforma, alla gestione del catalogo fino ai servizi di logistica integrata.

Un modello di business che favorisce l’ingresso di soluzioni eCommerce già pronte e disponibili in tempi brevi, rivolte ai piccoli imprenditori, che non potendosi permettere di investire cospicui budget nella realizzazione di progetti eCommerce personalizzati, ne usufruiscono direttamente dalle catene distributive.
Il più delle volte questi servizi vengono offerti in modalità “Cloud” e sotto il pagamento di canoni mensili.

Un espressione futuristica di fare eCommerce dove non bisogna essere “GRANDI” per essere “GRANDI”.

Domenico Aloisi

https://www.linkedin.com/in/domenicoaloisi/it

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